U come USA

La lettera U è dedicata agli USA.
In realtà ero indecisa tra la parola Umanità e Urgenza, ma visti i recenti fatti successi negli Stati Uniti, la scelta era necessaria. Solo un paio di giorni fa, la nazione considerata madre della democrazia ha visto uno degli attacchi più violenti contro i rappresentanti del suo popolo.
L’irruzione di un numeroso gruppo di persone che, in modo superficiale, molti giornali hanno definito “fan di Donald Trump” dovrebbe farci riflettere che qualcosa sta cambiando.

Sappiamo che i cambiamenti possono essere positivi, ma non è questo il caso.
In un mondo globalizzato dove ogni gesto, parola e azione può creare un’onda travolgente che può scatenare il caos (a livello mondiale).

L’America che è sempre stata un faro – soprattutto per l’Europa – ha iniziato a perdere la propria luce. Non solo per ciò che si è verificato in questi giorni, ma già da diverso tempo.
L’America che ha sempre voluto essere il luogo della libertà, della democrazia e dei diritti sta annerendo le pagine della sua storia.

Un presidente che perde clamorosamente le elezioni e non accetta la sconfitta, ma fa di tutto per rimanere in carica; anche quando il popolo ha espresso la propria volontà.
Non solo dichiara che le elezioni sono state rubate, ma incita alla violenza, scrivendo così il giorno più buio della democrazia americana.
Un presidente al quale vengono bloccati tutti gli account social per paura che possa aggravare la situazione. Un presidente che ha tra le mani il codice di un “giocattolo” come la bomba atomica. Un presidente che non ci pensa due volte a mandare le forze armate per sparare e opprimere anche la più pacifica manifestazione dei Black Lives Matter, ma aspetta ore prima di fermare un’irruzione all’interno di Capitol Hill. Un presidente messo in isolamento, e che sembra essere stato costretto a pubblicare il suo ultimo video su Twitter dove ammette sì la sconfitta, ma in modo minatorio dichiara che l’incredibile viaggio è solo all’inizio.

Gli Stati Uniti non sono poi così perfetti.
Come dimenticare la schiavitù; privare della libertà un essere umano perché possa lavorare la tua terra, crescere i tuoi figli, cucinare e aumentare i tuoi profitti; renderlo il tuo schiavo e tu il suo padrone.
Come dimenticare l’uccisione di innumerevoli persone innocenti morte per via del colore della propria pelle; cittadini americani che ancora nel 2021 sono considerati di serie B solo perché neri. Anche se non sono mai stati in Africa, anche se sono nati e vivono lì da generazioni, non basta. Non basta per considerarli uguali, soprattutto per i poliziotti razzisti (che non sono molti però ci sono.)
Come dimenticare le infinite guerre degli Stati Uniti, diplomaticamente chiamate “missioni di pace”.
Oppure l’uccisione di dittatori di altre nazioni perché considerati pericolosi. Ma pericolosi per chi?
Sembra che diverse azioni degli Stati Uniti siano legittimate; cosa che non si verificherebbe se a farle fosse l’Iraq.

E come dice Trump: “Make America Great Again”…ma Great, di preciso, quando lo è stata?

Photo by Markus Winkler on Pexels.com

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