V come Vaccino

La lettera V non poteva non essere dedicata al vaccino anti Covid-19.
La vaccinazione in Italia e in tutta l’Unione Europea è cominciata il giorno 27 dicembre 2020, (Vaccine Day), e per molti è stato come iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel.
Questa luce sta rischiando di essere offuscata da tante Fake News, paure infondate, teorie senza basi scientifiche e interminabili polemiche.

Per fare chiarezza, il Ministero della Salute ha pubblicato una sezione dedicata alle Fake News che potete leggere cliccando il seguente link:
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/archivioFakeNewsNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano
Sicuramente un modo veloce ed efficace per alimentare questa luce fioca in fondo al tunnel e allontanare i dubbi.

Vista la novità del virus Covid-19, e vista la totale mancanza di strumenti per combatterlo, il modo più veloce e antico per contrastarne la diffusione è stato quello del distanziamento sociale; lo stesso usato nelle precedenti pandemie che gli esseri umani hanno dovuto superare. La parola lockdown è entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano, ma non può essere la soluzione, e lo sappiamo bene.
Questo stato di arresto congela intere nazioni, blocca la produzione e mette in difficoltà intere famiglie e aziende, provocando così ulteriori conseguenze, altrettanto pericolose. La salute – così come il lavoro – sono due importanti pilasti sui quali si regge la nostra intera sopravvivenza.

Adesso una soluzione sembra esserci e si chiama vaccino; ma nonostante ciò, molti sono scettici.
Scettici per la sua efficacia, increduli per il tempo record di realizzazione del vaccino stesso, impauriti da ciò che esso contiene, in disaccordo con il piano di vaccinazione messo in atto dai governi che giustamente – aggiungo – dà priorità alle categorie più a rischio come operatori sanitari e anziani.

Le dosi ci saranno e il vaccino, oltre ad essere gratuito, sarà garantito a tutti. I tempi logistici giocano un ruolo fondamentale in questa corsa contro il tempo; e imparare ad avere pazienza, lo è altrettanto.
Le polemiche sono all’ordine del giorno, e qualsiasi azione è messa in discussione.

È stato così per il presidente della Campania De Luca che si è sottoposto al vaccino prima del “suo turno”.
In questo articolo del Sole 24h viene spiegato il perché chi governa non ha il diritto, ha il dovere di vaccinarsi.
È ciò che hanno fatto anche negli Stati Uniti, aggiungendo i politici tra le categorie ad alto rischio di contrarre il virus.

Per quanto riguarda coloro che sono impauriti da ciò che il vaccino contiene, direi di fidarsi degli scienziati; sono i soli che hanno le competenze necessarie per esprimersi nel merito. D’altro canto, la Pfizer ha anche il brevetto del Viagra però nessun cittadino comune si è fatto molte domande su cosa questo farmaco contenesse.
Di coloro che invece sono dietro a una tastiera e si credono onniscienti, sparando senza alcun fondamento scientifico frasi pericolose come “il vaccino modifica il nostro DNA”, non voglio nemmeno commentare l’assurdità di queste affermazioni.

L’ultima osservazione vorrei dedicarla all’obbligo di vaccinarsi.
Come sappiamo, per il momento, non è obbligatorio vaccinarsi contro il Covid-19, ma è fortemente raccomandato, facendo affidamento al buon senso della popolazione.
Il giuslavorista Pietro Ichino, in questo articolo del Corriere della Sera, ricorda l’articolo 2087 del codice civile, che “obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure suggerite da scienza ed esperienza, necessarie per garantire la sicurezza fisica e psichica delle persone che lavorano in azienda, il loro benessere“.
Questo articolo dà la possibilità al datore di lavoro di licenziare un dipendente che decide di non vaccinarsi.

Lo stesso potrebbe verificarsi per i passeggeri sprovvisti di un passaporto sanitario adeguato, i quali potrebbero non essere imbarcati se non vaccinati.

Di cose da dire ce ne sarebbero altre, ma vorrei concludere ponendoti una domanda:
Ti vaccinerai?

Photo by cottonbro on Pexels.com

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